Ritorna Agribu, l'autunno agricolo budriese! - Dal 30 settembre al 9 ottobre 2017

Close Icon
   
Contact Info     Tel e fax: 051.802888

Città dell’ocarina   arrow

ocarine_1005-1L’ocarina, strumento musicale famoso in tutto il mondo, deve a Budrio i suoi natali, quando nel 1853 Giuseppe Donati costruì il primo esemplare.

Questo strumento è di terracotta e appartiene della famiglia dei flauti. La sua caratteristica forma ricorda una piccola oca senza testa, ucareina in dialetto, da cui deriva il nome. Si tratta di un flauto globulare, cioè con una camera di risonanza chiusa e tondeggiante, diversamente dalla maggior parte dei flauti. È costituito da un’imboccatura laterale in cui il musicista soffia l’aria e un corpo con vari fori. L’ocarina tradizionale budriese ne presenta dieci, uno per ogni dito, e ha un’estensione di un’ottava e tre toni.

Giuseppe Donati plasmò il primo esemplare a soli 17 anni e lo strumento riscosse immediatamente successo. Donati diede anche un primo e importante input alla diffusione dello strumento aprendo un laboratorio a Budrio, poi a Bologna per poi giungere a Milano. Questa vocazione venne seguita da Ercole e Alberto Mezzetti che già nel 1870 avviarono un laboratorio di ocarine a Parigi, attività continuata poi a Londra dal solo Alberto.
A Budrio la tradizione venne portata avanti dal 1878 da Cesare Vicinelli, considerato il migliore costruttore di ocarine, di cui ereditò il laboratorio Guido Chiesa nel 1920. Altri fabbricanti di ocarine che operarono a Budrio sono Emilio Cesari e Arrigo Mignani, di quest’ultimo ha rilevato l’attività Fabio Menaglio che continua a costruire ocarine ed esportarle in Giappone, Germania, Austria, Olanda, Svizzera e Canada.

Il Primo Gruppo Ocarinistico Budriese, di cui faceva parte lo stesso Giuseppe Donati, iniziò ad esibirsi nel 1864 con il nome «I Celebri Montanari degli Appennini» ed ebbe un grande successo anche all’estero. Dalla fine degli anni Venti fino alla morte nel 1948 fu direttore Alfredo Barattoni che riuscì a infondere nuova linfa al gruppo ormai in declino rinnovandone il repertorio con un cospicuo numero di composizioni e trascrizioni che costituiscono tuttora buona parte del repertorio dell’attuale gruppo.
Oggi il Gruppo Ocarinistico Budriese, composto da 7 musicisti che suonano strumenti di diverse dimensioni, ha un’intensa attività concertistica sia nazionale che internazionale, e in particolare nel 2010 ha atteso a una tournée di grande successo in Corea del Sud.
Alcuni dei componenti, insieme ad altri budriesi, fanno parte del gruppo Ocarina Ensemble che si pone come obiettivo rinnovare il repertorio di musiche per ocarina esplorandone nuove possibilità musicali.

Lo strumento budriese viene oggi celebrato da un Festival Internazionale dell’Ocarina, che ha cadenza biennale, e ha anche un museo dedicato che raccoglie centinaia di pezzi provenienti da tutto il mondo, stampi, spartiti, dischi e altri documenti.

Musicisti importanti hanno impiegato l’ocarina nelle loro musiche, quali Ennio Morricone nelle colonne sonore per Sergio Leone, Fabrizio De André e Simon Le Bon. Lo strumento compare anche nel film Novecento di Bernardo Bertolucci, nel videogioco The Legend of Zelda: Ocarina of Time e viene suonato dalla piccola Mayu nella serie anime Capitan Harlock.