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Inaugurato il Monumento all’Ocarina

ocarinamon2Questa mattina è stato inaugurato il bellissimo Monumento all’Ocarina presso il Torrione sud-est di Budrio, opera dei bambini di quarta e quinta elementare coordinati dalla ceramista budriese Lorenza Mignoli. Il monumento è una grande sagoma a forma di ocarina rivestita su entrambe le facce da mosaici variopinti, le cui tessere sono state realizzate dai bambini. Si tratta dell’opera di maggiore impatto tra quelle finora realizzate dalle classi sovrintese da Lorenza Mignoli, nell’ambito della collaborazione che porta avanti con la scuola primaria di Budrio dal 2006 e che ha riqualificato e vivacizzato angoli e mura del nostro paese.

240 BAMBINI COINVOLTI PER METTERE INSIEME 5500 PEZZI!
A questo monumento si pensava già da quattro anni, quando Fabio Galliani – direttore artistico del Festival dell’Ocarina – le telefonò per sottoporle l’idea. Dopo due anni è stato possibile riprenderla in mano, coinvolgendo le classi quarte di due anni scolastici della Scuola Primaria Fedora Servetti Donati, in tutto 240 bambini.
Lei ha proposto il tema “giorno e notte”, considerando che le due facce della sagoma di ocarina sono rivolte a est e a ovest, e ha avuto la possibilità di svilupparlo liberamente, lavorando con le quarte dell’anno scorso a un paesaggio ispirato alla nostra campagna e con quelle di quest’anno a un paesaggio notturno e molto suggestivo.
Come ci racconta il lavoro è stato molto più impegnativo di tutti quelli precedenti: per avere un’idea l’albero delle ocarine in Via Garibaldi è formato da 700 pezzi, questo monumento ne conta 5500!
Il monumento è concepito come un’opera interattiva, in modo che ci si possa sedere sul basamento, o che i bambini possano salirci in piedi per vedere attraverso i buchi. “Speriamo che venga vissuto – ci ha detto Lorenza Mignoli – ma in maniera rispettosa e consapevole del suo carattere laterizio”. La maggioranza delle tessere forgiate dai bambini ha un’insolita forma di foglia, poiché – ha aggiunto – “consente grande versatilità per coprire l’intera superficie col minor interstizio possibile tra una tessera e l’altra e conferisce un dinamismo all’immagine che sarebbe impossibile raggiungere con cerchi o quadrati”. La forma a foglia nel lato del giorno è usata per giocare sull’orizzontalità, nel lato dedicato alla notte per creare delle raggiere attorno alle stelle che illuminano il cielo.

MIGNOLI: “LAVORI CHE DIVENTANO OPERE PUBBLICHE GENERANO NEI BAMBINI UN SENSO DI APPARTENENZA AL LORO PAESE”
Quello che è davvero straordinario di quest’opera è che nonostante ci abbiano lavorato circa 500 mani, e sia a tutti gli effetti un’opera collettiva, riesce ad essere unitaria e organica. Lorenza Mignoli è infatti riuscita nel difficile compito di progettare, coordinare e incanalare la creatività dei bambini in un lavoro coerente e riuscito, che non sembra un’accozzaglia di lavoretti, ma riesce ad essere bello a prescindere dalla storia della sua realizzazione. Il valore dell’opera va oltre la celebrazione dello strumento simbolo del nostro paese, e della creazione di un delizioso angolo in cui sostare, come tiene la stessa Mignoli a precisare: “Nella pratica – ha detto – la realizzazione di questi progetti a scuola è finalizzata alla realizzazione di opere pubbliche, questo è il fine vistoso e tangibile. L’effetto collaterale ben più duraturo è che questi laboratori generano nei bambini un senso di appartenenza al loro paese, e di rispetto della città per il fatto di sentirsene, un po’, autori”.

DAL 2007 LE SUE OPERE HANNO TRASFORMATO E DATO UN VOLTO NUOVO A PIAZZE, PARCHI E STRADE
Quella di oggi è dunque una delle realizzazioni più belle di questo progetto di grande valore per Budrio e per i piccoli budriesi. Dal 2007 abbiamo apprezzato le formelle nella pista ciclabile, gli aquiloni sul muro dell’asilo nido omonimo, l’albero delle ocarine che segnala l’ingresso al museo dedicato allo strumento, la Fontana dei Diritti alle Creti e, due anni fa, le panche della stazione Budrio Centro. L’anno prossimo Lorenza Mignoli ricomincerà a lavorare coi bambini a un’opera per Piazza della Repubblica.

Ludovica Piazzi
Ph. Sergio Cardin e Andrea Farina